Scuola dell'obbligo

Era un mercoledì il 18 febbraio 2009. A Macerata faceva un freddo cane, c'era quasi un metro di neve e nessuno dei nostri amici voleva uscire. Fuori dalla porta del Terminal c'era una locandina con su scritto "Turkish Café". Cecchetti ci aveva "dato una data". Una come tante altre, ma per noi, la prima. Una scaletta di canzoni nostre e qualche cover. Eravamo vestiti di nero con qualche colore quà e là. E si, c'era anche una scaletta. Alla fine, i nostri amici vennero comunque, nonostante la neve, corrotti da qualche promessa alcolica mai mantenuta, e fu una Serata di quelle. Addirittura Cecchetti ci pagò. Forse. Cominciò così la storia di "suonare dal vivo". Oggi, mercoledì 18 febbraio, splende il sole, dopo 6 anni la neve si è sciolta, dobbiamo ancora corrompere quegli amici a venire a sentirci, ma molti altri si aggiungono giorno dopo giorno, per darci la carica e nuovi stimoli per suonare, scrivere, provare, suonare, scrivere... Tanti auguri a noi !

#mammaliturkish

 

Musicultura 2015, Audizioni Live

Febbraio 2015. Queste, più o meno, le parole dette per presentare i brani in scaletta durante l'audizione di Musicultura.

 

Questa sera ci viene data l’opportunità di raccontarvi di noi. Sarà difficile farlo con sole tre canzoni, ma con enorme felicità, e onorati, raccogliamo la sfida. Abbiamo scelto tre brani dal nostro ultimo album, “Cambio Palco”: sono canzoni che tra di loro condividono un intento, un comune scopo, quello di raccontare un po’ i sentimenti umani e un po’ le situazioni che la vita ci propone. L’amore cade addosso è il titolo della prima canzone. Ecco, questo titolo sussurra una piccola grande verità, e cioè che, a differenza di tutte quelle cose della vita che cerchiamo di trovare, di ricordare, o che chiediamo ci vengano date... l’amore, invece, ci cade addosso. Arriva, con estrema genuinità, quasi con semplicità, perché, in fondo, le cose importanti sono sempre cose semplici.

Alle parole della prossima canzone piace rincorrersi in tondo, come se giocassero tra di loro, quasi volendo essere le evoluzioni di un piccolo carillon. Le immagini, sono quelle di un omaggio alla vita, un percorso che ci vede venire alla luce, con occhi bambini guardare il cielo, esplorare il mondo...e allora scoprire la notte, rincorrere il tempo, perderci nell’intimità...innamorarci, per arrivare così a provare un senso di appartenenza, nei confronti di un luogo, di una persona, e di noi stessi. C’è.

L’ultima canzone di stasera parla di sentimenti e deviazioni molto umane, come l’ambizione, la vanità, la supponenza, l’orgoglio, il disincanto. La parabola è quella di un misterioso personaggio, che ci racconta le sue amare considerazioni sul tempo, male investito, nell’affannata rincorsa di modelli di vita ostentati e falsi ideali infiorettati per poi accorgersi, infine, che il tempo speso a vestir panni altrui è, purtroppo, solo tempo perduto. Il tempo che ho perduto.”


#turkini

Copia di mammaliturkish1




Sai Cambio Palco, cos'è ?

 

Gennaio 2015. Il primo articolo del blog turko. Per iniziare questo viaggio di parole, abbiamo scelto una piccola e sincera intervista in cui, a nudo, raccontiamo “Cambio Palco”. Idee di noi tutti. Parole dei Turkish Café.

 

Per Cambio Palco nel gergo musicale s’intendono quei minuti di sistemazione tra un gruppo e un altro all’interno di una stessa serata. Questo progetto è stato concepito così: rispetto al primo album, nuovi strumenti, più canzoni, un’altra atmosfera, il magico silenzio poco prima di qualcosa di nuovo per tutti, di creativo, di inaspettato. I Turkish Café hanno sempre dato il loro meglio nei live, e il pubblico ha -da sempre- chiesto un disco all'altezza degli applausi e dei sorrisi spettinati alla fine di ogni concerto. Così, insieme, abbiamo preso le idee dai cassetti di ognuno, facendo fluire, nella scrittura, i propri gusti, influenzandoci a vicenda, nei testi, nelle melodie, nella ritmica. A sei mani i brani sono stati poi studiati, curando ogni dettaglio e arrangiamento. Possiamo dire che Cambio Palco è un progetto partito dalla nostra base acustica per poi prendere il largo e vivere di vita propria. Le canzoni erano molte di più, e la scelta ha rispecchiato l'animo eclettico del gruppo: undici canzoni e una bonus track -versione inglese con testo diverso, di un brano della tracklist- che viaggiano tra diversi generi musicali, unendo la bellezza del suono acustico con la potenza del suono elettronico, del ritmo e delle armonie vocali, colori e sfumature che si completano con le collaborazioni e gli ospiti cercati per ogni brano.

Dunque “Cambio Palco” non è il titolo di un disco: è il titolo di un’avventura, lunga nove mesi, dodici canzoni e quasi quattro stagioni. Un viaggio da esploratori, una di quelle imprese che hanno l'ambizione di lasciare il segno nella storia del gruppo, di manifestare al mondo di che musica si è fatti. La sfida è stata difficile, ma anche se nella tempesta, la nave è partita. Abbiamo prodotto Cambio Palco grazie a una bellissima campagna di crowdfunding su Musicraiser, raccogliendo oltre 6 mila euro. La gente è stata la nostra casa discografica.

Per una band emergente, in ogni momento storico, le difficoltà sono sempre molte: soldi, tempo, stanchezza, scontri e incomprensioni. Per fortuna la barca si è raddrizzata tra le onde, e l'entusiasmo degli ospiti che abbiamo contattato ha fatto il resto. Le canzoni piacevano e tutti hanno detto sì, contribuendo a far suonare il tutto nel modo giusto. Tra i partecipanti teniamo a citare Enrico “Erriquez” Greppi, leader della Bandabardò, che ci ha ospitato nei suoi studi, cantando un brano. Con lui è nata un'amicizia che in questi mesi è diventata molto forte, guardando ora a future collaborazioni artistiche.

Ma torniamo a noi. Questo Cambio Palco è solo una tappa iniziale di un viaggio, un punto di partenza verso nuove strade ancora da percorrere. Grazie a questo album abbiamo imparato a conoscere il lavoro del musicista, a rispettare il processo di creazione e ad amare la paziente ricerca dell'identità artistica. Così, abbiamo capito che ci piace far parlare le storie, far assumere alle parole il ruolo di traghettatrici di significato, navigando in un mare di musica che trova nella melodia la sua rotta e nel ritmo la sua forza. Abbiamo anche capito che preferiamo la bellezza al rumore, il messaggio agli sfoghi, le domande alle risposte. Preferiamo la poesia. Preferiamo far fischiettare tutti, vecchi e giovani, banchieri e massaie. Preferiamo l'arte senza tempo alla moda del momento. Preferiamo chi ascolta a chi parla. Chi vive a chi suppone. Perché la musica è della gente, da lei arriva e a lei torna. Un artista, nel nostro caso di musica, è soltanto un filtro che colora di note ciò che riceve, per poi ridarlo indietro, e lasciare che sia il tempo a giudicare, depositando nelle sue vetrine gli articoli più belli.”

 

#mammaliturkish #cambiopalco #turkishcafe

 

Copia 2 di Turkish Café 2014 Copertina